L’audiolibro è ora disponibile.

Conosci la PNL e migliorate stessoDopo oltre un anno di lavoro di scrittura e riscrittura, è una grande soddisfazione arrivare al traguardo!

Io, Massimo Bigi e Carlo Raffaelli abbiamo dedicato gran parte della nostra vita a insegnare a tantissime persone le tecniche di questa disciplina e da coach le applichiamo tutti i giorni. Allora abbiamo deciso di unire le nostre esperienze e integrarle in questo straordinario testo.

Poi, con il preziosissimo supporto di GoodMood Edizioni Sonore, abbiamo trasformato questo testo in un bellissimo audiolibro.

CONOSCI LA PNL E MIGLIORA TE STESSO è un manuale completo che rende alla portata di tutti, i potenti ed efficaci strumenti della Programmazione Neuro-Linguistica. Cos’è la PNL? A cosa serve? A chi può essere utile? Come si usa?

Un audiolibro illuminante, consigliato a tutti. Ascolta il trailer su GoodMood – Libri in auto.

Buon ascolto!

Paolo

II successo secondo Michael Jordan

Riporto una bella citazione pubblicata nel blog Il Tecnico del Futuro - Percorsi formativi per lo Sport:

Ho sbagliato più di 9000 tiri nella mia carriera. Ho perso quasi 300 partite. 26 volte mi hanno dato la fiducia per fare il tiro vincente dell’ultimo secondo e ho sbagliato. Ho fallito più e più e più volte nella mia vita. E’ per questo ho avuto successo.

Michael Jordan

«Per fortuna»

Recentemente ho fatto un viaggio in auto con i miei genitori, da Manduria (provincia di Taranto) a Conegliano (provincia di Treviso). E’ stata una bella occasione per fare ‘due chiacchiere’, come non accadeva da tempo. Abbiamo avuto, grazie al traffico, ben 14 ore a disposizione…

Abbiamo ricordato che era il 7 ottobre del 1990 quando quel diciannovenne appena diplomato partì per la Scuola Ufficiali di Artiglieria. «Per fortuna», diceva mia mamma, vinsi il concorso per il 141° corso Allievi Ufficiali di Complemento dell’Esercito perché così ebbi la «fortuna» di fare una grande esperienza quale quella del fare il servizio di leva da ufficiale, con incarichi e responsabilità. E un anno dopo, «per fortuna», vinsi il concorso per altri due anni di servizio.

Nel 1993 presi la decisione di lasciare l’Esercito e dopo un’attenta selezione e un lungo periodo di formazione, «per fortuna», diventai funzionario commerciale dell’Agenzia per il Triveneto del Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Qualche anno dopo conobbi la Programmazione Neuro-Linguistica e nel 2000, «per fortuna» andai a Londra allo UPW di Anthony Robbins. Decisi di approfondire gli studi della PNL e feci subito il Practitioner, il Master Practitioner, il Trainers Training con Richard Bandler e la mia prima scuola per coach. Nel frattempo diventai Direttore del Personale per una grossa società di Trieste e nei weekend collaboravo con un’azienda di formazione.

Mia madre ricordava volentieri questi passi della mia vita e commentava con un bel «per fortuna» di tanto in tanto.

Poi presi la decisione di avviare la mia professione di coach e perciò salutai sia la società di Trieste e sia l’azienda di formazione, che nel frattempo si era rivelata un gran brutto mattatoio di collaboratori, alla faccia della congruenza. E mia madre mi faceva notare che «per fortuna» era successo questo, così ho potuto liberamente decidere di specializzarmi in Executive Coaching, frequentando il Diploma avanzato della AoEC.

Mio padre, ottanta anni di età e cinquanta di commercio, fa ancora un po’ fatica a capire bene bene in cosa consista il coaching e, di conseguenza, la mia professione di executive coach. Anche mia madre non sa bene cosa raccontare del mio lavoro a parenti e amici d’infanzia che da ormai 21 anni non mi vedono più di un paio di volte all’anno. E il viaggio è stato utile per parlare anche di questo.

Quando a Fano cominciavano quelle che da lì a poco sarebbero diventate le code e i rallentamenti responsabili di un grave allungamento dei tempi di viaggio, chiacchierare era un ottimo modo per vivere il tempo.

Mia mamma apprezzava l’ambiente disteso che c’era in auto: «per fortuna» non mi innervosivo e rimanevo calmo e paziente, nonostante le ore passate in autostrada a cambiare marcia tra prima e seconda. Alle 22.00, dopo 14 ore di viaggio, siamo arrivati a casa e da lì a poco siamo andati a letto.

Prima di addormentarmi, come al solito, faccio una carrellata della giornata: c’è sempre qualcosa da imparare.

Ripensando alla lunga e piacevole chiacchierata con i miei genitori, ho fatto una riflessione: ho voluto tutti quei risultati e li ho ottenuti con grande impegno… per fortuna…

Paolo